ISTANZE D'ARENGO VECCHIE

VECCHIE ISTANZE

Le Istanze d’Arengo che avevamo presentato nell’Aprile 2004 sono andate stranamente bene. La prima chiedeva la revisione del Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie ed è stata approvata, mentre la seconda, che chiedeva la soppressione della Commissione Urbanistica, è stata respinta, ma il Consiglio Grande e Generale, nel respingerla, ha approvato un “Ordine del Giorno” che impegna il Governo a trovare una soluzione adeguata  ed alternativa alla C.U. entro l’Aprile del 2005. La prima Istanza è stata un successo, la seconda ancora meglio, considerata la squallida abitudine di ignorare le Istanze approvate (non tutte naturalmente, solo quelle scomode), poiché l’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Grande e Generale pone una scadenza effettiva alla quale il Governo non può e non deve sottrarsi, ma, se ci provasse, noi saremo lì a ricordarglielo per tempo giacché il politico di mezza tacca (non tutti per fortuna) ritiene gratificante farsi bello parlando di ambiente, di verde, di tutela del paesaggio e di lotta alla speculazione, con tutti quei discorsi ampollosi, ma un po’ vuoti con cui si riempie la bocca, ma che il cittadino ascoltatore sa, nel suo intimo, essere falsi come Giuda. E così, le Istanze d’Arengo vengono, a volte, anche approvate, tanto per realizzarle c’è sempre tempo. Un successo, dicevamo, perché su temi di questa importanza (che potrebbero cambiare radicalmente il metodo più che approssimativo della gestione del territorio), noi saremo sempre presenti, anzi disponibilissimi a partecipare ad una ridiscussione e ad un ridimensionamento di tutto il sistema concessorio delle pratiche edilizie e di tutte le norme che lo regolamentano. La Commissione Urbanistica si è arrogata funzioni decisionali che non le competono, stravolgendo il significato del proprio ruolo ed avallando, con le proprie decisioni, responsabilità di altri funzionari che si guardano bene dall'assumersi, fino in fondo, le responsabilità emerse durante lo svolgimento del proprio operato. Mi piacerebbe assai che venisse istituita una commissione d’inchiesta che andasse a “sfurgatare” in mezzo ad una discreta quantità di pratiche edilizie che sono state approvate nel recentissimo passato, benché fortemente sospette di frodi progettuali. Penso che a qualcuno verrebbero dei forti dolori di pancia con tutto quello che ne potrebbe conseguire.

NUOVE ISTANZE

Le nuove Istanze presentate all’attuale Ecc.ma Reggenza hanno, forse, temi meno impegnativi dal punto di vista legislativo, ma altrettanto importanti dal punto di vista ambientale. La prima Istanza chiede il reintegro dei famosi contenitori “BLU”, quelli della plastica, che un giorno furono “rapiti” e che ancora non sono stati rilasciati. La seconda chiede che sia data la più ampia informazione, soprattutto nelle scuole, alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani con un appunto agli Uffici dello Stato che dovrebbero essere i primi a fare la raccolta differenziata dando così il buon esempio. La terza chiede, invece, che venga data attuazione ad una Istanza approvata ben due anni fa (questa è una di quelle Istanze che, pur non costando niente, viene classificata tra quelle scomode “da non attuare e da chiudere nel cassetto” del dimenticatoio) che chiedeva che la Legge Quadro per la Tutela dell’Ambiente e del Territorio divenga prioritaria sulla Legge denominata Testo Unico delle Leggi Urbanistiche e dell’Edilizia. Cosa vuol dire tutto ciò? Ad esempio, se noi abbiamo un lotto su cui costruire un edificio al cui interno c’è una o più querce centenarie o comunque un albero protetto, basta che il progetto architettonico venga approvato e immediatamente quelle piante possono essere tagliate perché il Testo Unico prevarica e quindi per il legislatore vale più della Legge Quadro per l’ambiente per cui, per traslazione, “cemento batte natura 1 a 0”. Ultimamente si è veramente esagerato per cui, due anni fa, l’Associazione Micologica ha presentato l’Istanza che voleva ribaltare questo macabro verdetto. L’Istanza fu approvata, udite udite, all’unaminità per poi essere completamente dimenticata. Se fosse stata attuata nei tempi giusti (cioè entro sei mesi dalla sua approvazione) si sarebbero salvati tanti alberi; infatti, riprendendo l’esempio precedente, se l’Istanza fosse stata resa esecutiva, su quel lotto edificabile, si sarebbe dovuto progettare e costruire l’edificio di fianco, o intorno, alle piante presenti sul lotto giacché la Legge Quadro sarebbe stata più potente della Legge del cemento e gli alberi tutelati l’avrebbero finalmente avuta vinta sulla fredda pietra artificiale e qualche incontro- scontro avrebbero potuto, alla fine, vincerlo. Avremmo avuto, finalmente, la vittoria degli esseri viventi (gli alberi) che hanno una storia, che si sono esibiti nel grande panorama dell’ambiente naturale, che ci hanno tenuto compagnia, ci hanno fatto ombra, discreti, semplici e indifesi contro l’aggressione, spesso scriteriata, di chi se ne frega bellamente di quell' ambiente in cui è nato e vissuto, di chi ne ha goduto tutti i vantaggi senza magari rendersi conto che l’ambiente naturale è un patrimonio di tutti, un patrimonio che tutti dovremmo difendere anche e soprattutto quegli uffici tecnici dello Stato che dovrebbero lavorare in questo senso e invece lavorano per l’esatto contrario, lavorano, cioè, per un ambiente brutto e malsano nel quale dovranno vivere anche i loro figli. Amen. 

Tratto da "Il Sottobosco" - Novembre - Augusto Michelotti