Abbiamo appreso dalla stampa quello che sta succedendo nelle stanze
dei bottoni, anzi, quello che è successo nella stanza del Congresso di
Stato il giorno 13 Giugno 2002, quando un vecchio governo in regime di
ORDINARIA AMMINISTRAZIONE decideva di fare la solita operazione
clientelare a favore di una persona che non aveva mantenuto gli impegni
e per tale ragione si era vista negare la possibilità di appropriarsi
di 7.800 mq. di terreno pubblico in zona Ca' Montanaro, una delle
località più belle dell'intero territorio Sammarinese.
Ca' Montanaro, quante lotte, quanto lavoro per salvarlo dalle soli-
te arroganti aggressioni cementificatorie!, eppure, anche di fronte ad
un popolo insorto contro le idee bislacche di un governo arrivato alla
frutta, si tenta ugualmente di aggirare la buona fede e la decisa
opposizione di tutti i cittadini che a migliaia hanno firmato per il
Referendum contro la vendita speculativa di tali aree.
Ma andiamo per ordine e cerchiamo di capire cosa sta succedendo: .Nel
Gennaio 2001 viene presentata ed approvata la convenzione tra una
sig.ra, proprietaria di un allevamento suinicolo, da una parte e
l'Ecc.ma Camera dall' altra per sancire una permuta di terreni degradati
in località Poggio Casalino con terreni pubblici in località Ca'
Montanaro. La convenzione era già viziata in partenza (non so quanti
dei Consiglieri che l'hanno approvata lo sapessero) in quanto la signora
in questione, all'art.2 della citata convenzione, dichiarava le proprie
proprietà "libere ed immuni da pesi e vincoli, da trascriZioni
pregiudizievoli e da ipoteche e con garanzia della più ampia evizione (n.d.s.-ovvero
la mancanza di diritti di terze persone)". Tutto ciò si è poi
rivelato completamente falso, in quanto i terreni di Poggio Casalino di
problemi ne avevano,eccome!
."La signora Carlini Pier Giovanna si impegna ed obbliga a
cessare definitivamente la propria attività di allevamento suini entro
il 28 Marzo 2001" (Titolo 2 Art.8 della convenzione). Ebbene, se
c'è un'azienda zootecnica che sta ancora lavorando a tutto vapore è
proprio quella.
.La signora si impegnava altresì a fare tutta una serie di
operazioni di bonifica dei suoi terreni nonché di ristrutturare e/o
risistemare i capannoni che ospitavano i maiali e la aree di pertinenza.
Naturalmente niente di tutto questo è stato realizzato.
Queste erano le ragioni per cui, al momento dell' approvazione della
Legge che ha impedito il ricorso al Referendum recependo in toto il
quesito referendario che chiedeva di rendere inalienabili i terreni
della zona a servizi di Ca' Montanaro di proprietà dello Stato, il
rogito per la permuta Carlini non si era ancora perfezionato, per le
inadempienze della proprietaria della porcilaia e non certo per il
rispetto del paesaggio e dell' ambiente.
A nostro avviso (e non solo nostro), la convenzione non è più
valida, infatti al titolo 3 Art. 1 1 della convenzione si dice "In
caso di mancato rispetto degli impegni assunti nei precedenti articoli
l'Ecc.ma Camera della Repubblica di San Marino intraprenderà ogni
opportuna azione". Non si dice che lo Stato "si riserva di
intraprendere ogni opportuna azione", dice proprio
"intraprenderà" e questo è l'unico punto (oltre il non avere
accertato che la proprietà Carlini fosse immune da ipoteche ed altri
impegni) in cui lo Stato è carente ed inadempiente.
L'area di 7.800 mq. di Ca' Montanaro non è alienabile né per-
mutabile per Legge, per cui la delibera del Congresso di Stato che
autorizza una dilazione dei tempi della convenzione a suo tempo
approvata (per pernettere alla sig.ra Carlini di mettersi in regola) è
illegittima e lesiva non solo della Legge, ma della volontà popolare a
suo tempo espressa.
A questo punto diventerebbe una nuova convenzione e, come tale,
dovrebbe per forza tornare in Consiglio Grande e Generale, poi- ché non
basta una semplice delibera del Congresso di Stato a
"legittimarla" (sic!). Ma il Consiglio Grande e Generale non
può approvare una cosa che va contro una Legge dello Stato, per cui il
problema non si pone.
Queste motivazioni ci spingono a prendere una chiara e forte presa di
posizione contro un atto che riteniamo illegale ed illegittimo oltre che
irriguardoso nei confronti di tutto il Paese..
Dichiariamo fin da ora che se le nostre rivendicazioni non venissero
ascoltate, saremmo pronti ad ingaggiare le più aspre battaglie per la
salvaguardia del poco territorio che ancora ci fa sperare in un futuro
migliore, non escludendo di trovare eventualmente la forna per
organizzare un nuovo Comitato per il Referendum.
Diffidiamo chiunque abbia qualche mira speculativa sui terreni di Ca'
Montanaro e Cinque Vie di proseguire in simili manovre perché saremo
sempre pronti ad ostacolare tempestivamente e con tutti i mezzi
possibili un ritorno allo stato della barbarie speculati va e
dell'inganno nei confronti dei cittadini.
Adesso tocca al nuovo Esecutivo assumere decisioni responsabili,
nella speranza che l'interpellanza presentata dai consiglieri Michelotti,
Morganti e Rossi venga tenuta nella dovuta considerazione.
ASSOCIAZIONE MICOLOGICA SAMMARINESE
Il Presidente Augusto Michelotti
San Marino Il Luglio 2002