Lo scempio continua!
E’ già passato un mese e mezzo da
quando la famigerata Commissione Urbanistica avrebbe dovuto chiudere i
battenti, ma questo governo bulgaro, nato dalle più convincenti ragioni di emergenza,
dichiarandosi straordinario si è buttato a governare nella maniera più
ordinaria e piatta possibile, deludendo i cittadini e mancando alle promesse
fatte. Che fosse tutta una fregatura lo avevamo già intuito fin dall’inizio,
per un dettaglio significante, infatti nel programma straordinario non c’era
una riga su riforme in tema territoriale e ambientale, eppure a tutti sembrava
di essere in piena emergenza. Se vogliamo essere precisi dobbiamo dire che,
semmai, la situazione si è aggravata; un esempio? Avete presente quel cantiere
al Piazzale Crocifisso, in Città, quello di fianco alle Assicurazioni Generali?
Ebbene, tutti si domandano come sia potuto succedere che la vecchia casa sia
caduta quasi completamente da sola durante i lavori di ristrutturazione.
In architettura ristrutturare significa: “Eseguire opere di restauro e di
ripristino di edifici intervenendo sulle strutture murarie e sugli impianti a
scopo di recupero, mantenimento e rivalutazione economica dell’edificio stesso”
(cfr Il nuovo Zingarelli, vocabolario della lingua Italiana). L’edificio cade,
i muri perimetrali cadono e la Legge dice che in questo caso non si tratta più
di ristrutturazione bensì di demolizione e ricostruzione e l’edificio, saltando
di categoria, deve adeguarsi ai nuovi indici di comparto comprese le nuove
distanze dai confini configurandosi come nuova costruzione. Le distanze dai
confini comprendono anche le distanze dalle strade, per cui quel cantiere
avrebbe dovuto adeguarsi ed arretrarsi di molto da quel ciglio della strada su
cui era stata edificata la vecchia casa. Ma la vecchia casa non c’è più e
allora che si fa? A questo punto interviene la nostra “amica degli orrori”, la
Commissione Urbanistica, sempre pronta a cavare le castagne dal fuoco di fronte
alle necessità dei privati cittadini…..potenti?
Non si sa, il progetto è intestato ad una società. La C.U., in un’unica seduta
(come fosse un’urgenza a livello nazionale) emette una delibera dove autorizza
il cambiamento da ristrutturazione a demolizione e ricostruzione, mantenendo i
confini esistenti e sfruttando al massimo le cubature che i nuovi indici
consentono.
Le autorizzazioni di questo tipo
non sono di competenza della C.U. perché essa non è una normale Commissione
Tecnica Edilizia, bensì un organo politico che deve approvare i Piani
Particolareggiati e dare indirizzi programmatici per la pianificazione territoriale;
di P.P. ne ha approvati un mucchio (quello è facile basta dire sempre si), ma di
indirizzi programmatici ne ha dati ben pochi anche perché prima di tutto
bisogna sapere cosa sono e a cosa servono, e per poterlo fare bisogna avere le
competenze tecniche e culturali specifiche.
In questo piccolo caso sono state commesse due nefandezze:
- la prima approvando il tutto in un’unica lettura impedendo, a chi fosse interessato, di fare ricorso contro tale approvazione e la legge garantisce questo tipo di tutela di eventuali controinteressi legittimi (tutti gli altri si mettano in fila - prima lettura - pubblicità degli atti - tempo per i ricorsi - approvazione finale in seconda lettura; tempo minimo di attesa 2 mesi);
- la seconda che la C.U. anche in regime fantasma (ovvero non dovrebbe esistere) non può e non deve permettersi di agire come una Commissione Tecnica perché non è questo il ruolo riconosciutole per Legge aumentando così a dismisura i criteri di mala gestione delle Leggi sul territorio e rendendo incontrollabile tutto il settore.
Una sola piccola osservazione finale: avete notato quante gru ci sono sparse per il territorio? Mai tante come ora perché è cominciato l’assalto alla diligenza e “i banditi non fanno né prigionieri né sconti a nessuno”, e lo straordinario governo sta a guardare, tanto è provvisorio, che gli frega a lui.
Augusto Michelotti
Presidente A.M.S.
San Marino 19 Giugno 2005